![]()
PAVIA. Protagonista della settimana per la rubrica «Lo sapevate?» è Alessandro Cesca, bomber trentaduenne di Latisana (Udine) che è in maglia azzurra da circa un anno e mezzo (gennaio 2012) e in questa stagione ha messo a segno 5 reti.
| P | |||
| 1 |
| Trapani | 64 |
| 2 |
| Lecce | 61 |
| 3 |
| Carpi | 51 |
| 4 |
| Virtus Entella | 50 |
| 5 |
| Südtirol | 50 |
| 6 |
| Albinoleffe | 47 |
| 7 |
| Cremonese | 46 |
| 8 |
| Lumezzane | 43 |
| 9 |
| San Marino | 43 |
| 10 |
| Feralpisalò | 43 |
| 11 |
| Pavia | 40 |
| 12 |
| Como | 38 |
| 13 |
| Portogruaro | 37 |
| 14 |
| Cuneo | 35 |
| 15 |
| Reggiana | 29 |
| 17 |
| Tritium | 20 |
| 16 |
| Treviso | 20 |
![]()
PAVIA. Protagonista della settimana per la rubrica «Lo sapevate?» è Alessandro Cesca, bomber trentaduenne di Latisana (Udine) che è in maglia azzurra da circa un anno e mezzo (gennaio 2012) e in questa stagione ha messo a segno 5 reti.
PAVIA. Caesar Meza Colli, originario di Assuncion (Paraguay) il 5-10-1991, racconta la sua crescita a partire dalle giovanili nel River Plate fino ad arrivare in Italia nel Cesena (dove gioca quest’anno il fratello Derlis, ex del Pavia).
PAVIA. Giuseppe Statella tra cucina, pittura e kart. Il laterale del Pavia di Bianco (in provincia di Reggio Calabria), che ha compiuto recentemente 25 anni, veste per la seconda stagione la maglia del Pavia.
Ogni gara che gioca il Pavia ha sempre una tifosa speciale
«La mia ragazza Lelia è una grande sostenitrice ed è mancata solo per la partita con il Cuneo. Insieme a lei ci sono gli zii che la accompagnano sempre: è venuta la scorsa stagione anche a Carpi, faceva un freddo incredibile»
E’ critica?
«Mi massacra! Alla sera parliamo della partita, dove ho sbagliato, cosa potevo fare. E’ una grande tifosa della Roma, ma quest’anno siamo andati a vedere una partita allo Juventus Stadium: pian piano la sto trascinando a tifare Juventus»
Come ha conosciuto la sua ragazza?
«La sua famiglia è romana di origine calabrese, quindi venivano a Bianco per le vacanze. Io sono fuori di casa da quando ho 14 anni quindi quando potevo tornavo. Conoscevo suo fratello Francesco che è un amico e ci siamo incontrati tramite lui: siamo insieme da due anni. Lei vive a Milano e studia, ma viene a trovarmi a Pavia»
Dicono che sia un buon cuoco, conferma?
«Mi piace far da mangiare, sperimento e direi che me la cavo. Il mio piatto forte è la pasta zucchine e gamberetti e il branzino. Mi da soddisfazione preparare un buon piatto per qualcuno»
Capogrosso, con cui ha molto legato, è la cavia?
«Capita di mangiare insieme con lui e Giorgia, Giovanni (La Camera) e Monica, Ferro e Laura e poi ci divertiamo anche a giocare a Saltinmente. Ho legato molto anche con Fasano»
Al capitano fece uno scherzo quando fu ospite qualche mese fa alla chat della Provincia Pavese
«E’ stato alla fine dopo che erano intervenuti i tifosi: c’era con noi anche Fissore che ha chiamato lui Gianluca in modo tale che non riconoscesse subito la voce. Gli disse: ‘Capitano non la vediamo tanto bene, perché la domenica mette le scarpine al contrario?’»
Il primo step di Statella nel calcio è stato a 14 anni
«Ho lasciato casa mia per andare a Bari: non è stato facile, ero piccolo, ma avevo troppa voglia di provarci e tentare di diventare calciatore»
Poi a 20 anni Antonio Conte l’ha fatta esordire in serie B
«Con Colantuono, che ho avuto a Torino, è stato l’allenatore che ricordo maggiormente. I suoi metodi di lavoro, la preparazione ossessiva della partita e degli schemi: capisco perché la Juve vince e gioca in quel modo. E’ venuto a salutarmi quando poi giocavo a Torino, dopo l’allenamento l’ho trovato negli spogliatoi. Lui e Colantuono hanno lo stesso spirito»
Ha avuto la possibilità di giocare con calciatori importanti: quale l’ha impressionata di più finora?
«Leon e Gasbarroni al Torino, forse perché giocano nel mio ruolo e anche Guberti quando l’ho incontrato che era ad Ascoli. Bianchi è un capitano e un esempio per tutti come anche Scaglia e Santoruvo quando erano a Bari»
Bari, Benevento, Salernitana, Torino, Andria, Grosseto e ancora Bari. Quale è stato il momento migliore della sua carriera?
«A Benevento, una piazza importante dove ho giocato tutte le partite e a Torino quando abbiamo vinto i play off in B e io ero titolare. Avrei potuto essere più continuo perché rimasi fermo un mese, poi da marzo giocai sempre. A Grosseto il momento peggiore anche se avevo giocato 12 partite non stavo bene e sono andato via a gennaio»
Proprio a Torino ha coltivato una grande passione
«Mi piace andare sui kart. Spesso capitava che facessi un giro con Arma, Scaglia e Vailatti, ma anche a Bari veniva occasione. Da quando sono a Pavia non ho più avuto occasione, ma voglio provare la pista di Castelletto»
Anche la pittura è più di un hobby
«Se non facessi il calciatore vorrei fare il restauratore. Ho fatto quattro anni all’istituto d’arte: mi è sempre piaciuto disegnare. In camera mia ho un quadro di una natura morta»
![]()
PAVIA. Questa edizione della rubrica «Lo sapevate che?» è dedicata a Andrea Lussardi, laterale originario di Lodi nato il 20 gennaio 1992.
PAVIA. Francesco Ferrini tra pesca, trattori e un avvenire che il romagnolo (28 anni originario di Ravenna) immagina al di fuori del calcio.
PAVIA. Per la rubrica «Lo sapevate che?» il protagonista della settimana è Gianluca Di Chiara, nato a Palermo il 26 dicembre 1993 cresciuto nel settore giovanile del Parma, passato alla Reggiana e poi acquistato dal Palermo.
Il destino di Di Chiara e del Pavia è intrecciato pur essendo la prima stagione che veste la maglia azzurra. Ci racconta?
«Ho debuttato a 16 anni con la Reggiana contro il Pavia: c’erano a vedermi degli osservatori del Palermo che mi hanno poi voluto quando avevo 17 anni. Ho realizzato un sogno: quando mi è stato proposto di tornare dove sono nato ho accettato subito»
Originario di Palermo, ma la sua famiglia vive a Reggio Emilia
«Mi spostai con la famiglia per ragioni di lavoro dei miei genitori. Appena arrivai cercai una società della città con cui giocare e feci 40 gol. Mi volle il Parma dove sono stato fino ai giovanissimi, poi rimasi alla Reggiana fino a 16 anni dopo di che ho giocato nella Primavera del Palermo e andavo con la prima squadra ad allenarmi. Ricordo il primo provino con il Parma: la mia squadra vinse 2-1 e segnai»
Che emozione ha provato a stare accanto a giocatori di serie A?
«Ho conosciuto giocatori come Miccoli, Ilicic che vedevo in televisione. Balzaretti mi consigliava, anche Mantovani mi ha dato una grossa mano. Potermi allenare con loro, per me che sono tifoso del Palermo, è stata una grande emozione. Anche in Primavera sono cresciuto molto prima con mister Mangia e poi con Beggi: ricordo il derby con il Catania, c’erano 1000 persone con fumogeni e cori. Vincemmo 3-1»
Di Chiara è un terzino o un centrocampista?
«Mi trovo molto bene in mezzo con Giovanni La Camera, mi da una mano anche se giocare in difesa e a centrocampo cambia molto. Il mister? Mi chiede di andare in pressione»
In cosa è cresciuto maggiormente durante l’esperienza pavese?
«Nel giocare palla, sono molto più tranquillo e Roselli mi ha dato una grossa mano»
Ha un tatuaggio con una frase nella schiena, che significato ha?
«Ho due tatuaggi: uno sul polso con le date di nascita dei miei genitori e dei miei fratelli. Sulla schiena ho una frase del film ‘La ricerca della felicità’ con Will Smith, il mio attore preferito: ‘Non permettere a nessuno di dirti che quello che desideri è irraggiungibile: se è un sogno devi difenderlo, se vuoi qualcosa vai e prenditelo’»
Tra i suoi sogni c’è anche andare in Indonesia
«Si perché ci vive il mio migliore amico Andrea con cui mi sento via Skipe. Vorrei visitare Bali quando finisce il campionato»
Non sente la mancanza di casa?
«Di più quando ero a Palermo perché passavano anche alcuni mesi senza tornare. Mentre da Pavia per raggiungere Reggio la distanza è inferiore»
E’ cresciuto a Reggio, ma il suo piatto preferito è palermitano
«La pasta con il nero di seppia, è tipico»
Segue altri sport al di fuori del calcio?
«La Nba, tifo Miami e Lebron James anche se non riesco a guardare le partite perché le trasmettono molto tardi di notte»
Ascolta musica prima delle partite?
«Il rap italiano sempre prima delle gare. Ho una play list di 10 canzoni in cui ci sono artisti come Club Dogo o Marrakech»
Che studente era Di Chiara?
«Ho fatto l’istituto turistico aziendale, ma non l’ho finito: non ho un buon rapporto con i libri»
Negli anni di Palermo con chi ha legato?
«Ero in appartamento con Micai (che gioca nel Como), ancora adesso ci sentiamo e usciamo insieme quando si può. In generale ho trascorso la mia giovinezza a Palermo: era bello, giocavamo in strada perché non c’erano strutture, mentre quando arrivai a Reggio la situazione era differente»
Quale è stato finora il passaggio decisivo della sua carriera?
«A Parma il calcio era un divertimento, a Reggio quando sono stato chiamato in prima squadra avevo la speranza di poter ritagliarmi una carriera, poi il salto vero l’ho avvertito a Palermo con la Primavera e quando ho iniziato ad allenarmi con giocatori di serie A»
Lei è un grande tifoso del Palermo eppure il suo idolo da sempre è un giocatore del Milan.
«Shevchenko è sempre stato il mio giocatore preferito: da piccolo mi tagliavo i capelli come lui e i compagni mi chiamavano Sheva»
PAVIA. Ritorna con il 2013 la rubrica «Lo sapevate che?» e Adam Kovacsik, portiere ungherese nato il 4 aprile 1991, racconta la sua vita al di fuori del campo di calcio. Il portiere, nativo di Budapest è arrivato in Italia nel 2009 nella Reggina, serie B. Dopo tre stagioni a Reggio (12 presenze), la scorsa stagione da gennaio ha vestito la maglia del Foligno in Prima Divisione.
PAVIA. Mauro Redaelli questa settimana è il protagonista della rubrica «Lo sapevate che?». Il giocatore nato a Milano il 13-1-1992 è al primo anno in maglia azzurra ed stato prelevato dalla Caronnese (serie D girone B).
PAVIA. Questa settimana Raffaele D’Orsi è il protagonista della rubrica «Lo sapevate che?» che a turno vi farà scoprire i giocatori del Pavia anche al di fuori del campo. Il difensore è nato il 17 agosto 1991 a Roccapiemonte in provincia di Salerno. Dopo due anni nel Cavese (stagione 2009-2010) e un anno a Foggia il giocatore ha scelto Pavia.
Pagina 1 di 4
I biglietti si possono acquistare qui:
